III edizione

Il teatro in un libro in ricordo di Giuliano

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Pubblicato il 19 ottobre 2011Il Resto Del Carlino

Il regalo del padre al figlio morto nel 2001

L'IDEA di costruire a proprie spese un teatro, regalandolo alla città, gli è stata bocciata. Ma Flavio Baroni, con tenacia, quel progetto non l'ha mai abbandonato e la sua personalissima opera è riuscito a costruirla ugualmente.

Il teatro in un libro, ovvero Julianeo acoustic theatre (edito da Liberty house). “Quando l'assemblea e la giunta mi hanno bocciato l'idea definitivamente – spega l'architetto – mi sono detto: io lo faccio lo stesso. Sono un testardo, nel bene e nel male. Non si può fare realmente? Beh, allora lo costruisco virtualmente”.

LA STORIA “Nel momento in cui perdi il tuo unico figlio, non c'è più futuro. Non esiste più nulla”. Un'analisi amarissima, fatta da un padre, Flavio Baroni, che il 14 giugno 2001 ha visto scomparire per sempre suo figlio Giuliano, vittima di un incidente stradale. La tragedia si materializzò sulla Romea, davanti alla discoteca ex Topkapi: un paio di auto sorpassarono un tir condotto da un cittadino austriaco. Qualche metro più avanti si ritrovarono in coda, fermi per un cantiere di lavoro. Il camionista si accorse in ritardo della colonna, la velocità del 'bisonte' era troppo elevata. Piombò addosso alle macchine – quattro quelle coinvolte – con una violenza impressionante.

Giuliano era il passeggero della prima auto tamponata, stava seduto dietro. Aveva 25 anni. Da quel giorno la vita della famiglia Baroni venne stravolta, distrutta per sempre. Flavio e la moglie Paola, fecero di tutto per non pensare.

Il lavoro rappresentò l'unica ancora di salvezza per non morire definitivamente. Fu allora che a Flavio spuntò l'idea di costruire un teatro ad hoc e una Fondazione in ricordo di Giuliano. Finanziato totalmente con i soldi dell'assicurazione, “perchè quelli non sono soldi nostri”. Una struttura pensata per i giovani, fatta all'aperto, secondo la tradizione romana. Uno spazio per la musica e per la prosa, ma anche un luogo di incontro, di scambio, di formazione. “Un palcoscenico per i ragazzi che non hanno uno spazio per trovarsi a provare ed esibirsi”.

Il teatro Julianeo, questo il nome, poteva diventare un'opera unica nella nostra città. Venne scelta la zona, quella di via Bagni, la proposta finita e il platico vennero presentati al Comune e ai residenti. “Ma ci dissero di no – racconta amaro l'architetto – uno dopo l'altro così l'idea venne bocciata”.

LIBRO-TEATRO Tutto finito? Macchè, almeno non per il combattivo Baroni. Ecco, allora, balenargli l'idea del teatro in un libro. “Ci sono voluti due anni di lavoro ma ora siamo pronti”.

La linea guida dell'opera, ricca di citazioni, è rappresentata da un immaginario turista che arriva a Ferrara e scopre questo bellissimo teatro dal nome Julianeo. Scatta una serie di fotografie e con quelle vi costruisce un libro che regla per sempre alla città.

Grazie al suo viaggio per le strade estensi, il lettore vede questa struttura, quasi la tocca, la assapora. Il teatro (fatto a computer) compare su fotografie vere della nostra città in un gioco di immagini stupendo. Il tutto arricchito da interventi e racconti di scrittori, storici dell'arte e docenti di architettura tra cui apiccano i nomi di Roberto Pazzi, Luco Scardino ed Enrico Stabellini.

“Per me – confida Baroni _ è stato un libro molto duro perchè si parla di sentimenti, si parla di Giuliano”. Stampato in mille copie, verrà presentato domani al Ridotto del Comunale alle 17 e sabato alle 21 al teatro Verdi di Porotto.

NICOLA BIANCHI

Contatti : posta@julianeo.com
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