III edizione

In una serata di emozioni rivive il sogno di Giuliano

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Pubblicato il 02 febbraio 2004Il Resto Del Carlino

Sabato all'Estense show per il nuovo teatro

E’ un sogno che corre sulla musica, come le dita sul bianconero del pianoforte. Quel pianoforte che Giuliano Baroni - scomparso tragicamente il 14 giugno 2001, a 26 anni - suonava ed amava.
"Julianeo" è il progetto di un nuovo teatro che si vorrebbe intitolare al giovane e realizzare a Ferrara grazie ai fondi assicurativi.

Documentato sul sito www.julianeo.com e anticipato nel 2002 nel concerto "Vedrai vedrai", il progetto si è materializzato virtualmente sabato alla Sala Estense, nel corso di "Julianeo", la seconda serata dedicata al giovane.

Buio in sala, le note di "Vedrai vedrai" al pianoforte, una voce fuori campo che commenta le immagini del maxi schermo: "Era d’ottobre nel 2002, un gruppo di giovani si aggregava nel nome della musica, attorno ad un’idea. In ricordo di 'uno di loro', con il quale, ancora una volta, fare musica".

Sia la tua vita una musica infinita: così gli amici, nel 2001, avevano salutato Giuliano.
Quelle parole suonavano come un arrivederci, per continuare a cercarlo nella musica. Un filo invisibile, una sorta di patto emotivo, lega persone che si conoscono appena, ma che si identificano nel "sogno" di far nascere una struttura per musica e recitazione pensato per chi non rientra nei normali circuiti teatrali, in particolare i giovani talenti.

L’apertura della serata è affidata infatti a due giovanissimi studenti di clarinetto, poi sul palco si alternano i musicisti, allievi e professionisti che prendono per mano i più giovani, nello "spirito" del teatro "Julianeo".
Una motivazione ribadita da Alessandra Piganti, che interviene a nome dell’assessore Alessandra Chiappini (in visita all’ospedale di Tharaka, in Kenya), sottolineando "il piacere da parte dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di patrocinare questa iniziativa e supportare i ragazzi che desiderano coltivare con tanto entusiasmo la passione per la musica".

Alle parole subentra poi la musica, libera, pulsante di vitalità, in un impasto di note e di emozioni. Una punta di nostalgia vela l’ultimo pezzo, "Wish you were here" dei Pink Floyd: "Vorrei tu fossi qui".
Ma si dissolve subito davanti al progetto del teatro che, a mezzanotte, illumina la sala: le fotografie affiorano dal buio, come immagini di sogno. Un sogno dai contorni sempre più nitidi, però. In fondo, annotava Lewis Carroll, "Che cos’è la vita, se non un sogno?".


Eleonora Rossi

Contatti : posta@julianeo.com
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