III edizione

Un teatro per continuare a vivere

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Pubblicato il 29 ottobre 2002Il Resto Del Carlino

Presentato alla sala Estense nel corso della serata "Vedrai vedrai" un progetto innovativo per Ferrara.

"Vedrai vedrai": quelle parole, scelte come titolo delle serata in musica dedicata il 26 ottobre a Giuliano Baroni, già promettevano qualcosa di importante.
Ma la presentazione del progetto dedicato al giovane - scomparso tragicamente, a soli 26 anni, in un incidente stradale - ha superato le aspettative dei presenti.

Sì, perché in memoria di Giuliano Baroni, utilizzando il denaro elargito dall'assicurazione quale risarcimento dopo l'incidente, i genitori del ragazzo vorrebbero costituire una fondazione e realizzare un teatro.

Un nuovo teatro, pensato per i giovani: una struttura all'aperto, secondo la tradizione romana, che possa diventare uno spazio per la musica e la prosa, ma anche un luogo di incontro, di scambio, di formazione.
Insomma un "quartiere generale" per i ragazzi che amano la musica e la recitazione e non hanno uno spazio per trovarsi a provare, così come per le scuole e le associazioni che non dispongono di un palcoscenico sul quale esibirsi.

Un'idea che ha preso forma giorno dopo giorno nei pensieri dell'architetto Flavio Baroni, padre di Giuliano, e che è stata presentata al centro di una serata di accorata partecipazione, in un crescendo di note e di emozioni.

L'ipotesi prevede l'utilizzo di un'area pubblica, sulla quale si potrebbe concludere con l'amministrazione comunale un contratto di diritto di superficie; per questo l'architetto ferrarese ha già presentato una prima relazione al sindaco Gaetano Sateriale ed è in attesa di un incontro con il primo cittadino per descrivergli le caratteristiche del progetto.

Il "Teatro Julianeo" sarebbe un'opera unica nella nostra città, come si evince dal plastico: il teatro presenta una forma ellittica, affusolata; è aperto, ma un tetto mobile - una sorta di 'ventaglio' circolare - consente di utilizzare la struttura anche quando le condizioni meteorologiche non sono favorevoli.

La costruzione, che ricorda vagamente la struttura di una nave, si sviluppa in profondità: nella "stiva" è accolta una piccola biblioteca multimediale, alcune sale prova, gli uffici ed i servizi igienici.
Elemento separato ma complementare è il foyer, struttura trasparente e spigolosa in contrappunto alla sinuosità delle linee del teatro: antitesi che si ripropone anche nei due specchi d'acqua all'aperto, l'uno racchiuso entro linee spezzate, l'altro in linee morbide.

Il colore dominante del teatro è il bianco, profilato di ottone; l'intera area è circondata dal verde di un piccolo parco pubblico, con panchine e parcheggi per le biciclette.
Un'opera che i genitori di Giuliano propongono alla comunità ferrarese, pensando al "Teatro Julianeo" come ad una struttura educativa diversa da quelle già esistenti: rivolta soprattutto ai giovani, in particolare ai musicisti, un luogo d'incontro in nome della musica che trae ispirazione da una fortissima carica emotiva.

Giuliano Baroni amava la musica a cui si era dedicato, nella sua breve esistenza, con grande passione.
Poter offrire a tanti altri giovani l'opportunità di amare la musica, e di realizzarsi attraverso di essa, è per i genitori di Giuliano più di un progetto: è un modo vero di sentire che il loro figlio continuerà a vivere.

Eleonora Rossi

Contatti : posta@julianeo.com
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