III edizione

Il progetto

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Premessa: si considerano conosciute le motivazioni all'origine del progetto e quindi si passa alla sua illustrazione.

L'idea fondante per la realizzazione di una struttura teatrale di piccole dimensioni e con bassi costi di gestione ruota attorno alla necessità di avere un'opera la cui manutenzione sia minima: riferimento d'obbligo quindi è il mondo greco in quanto dopo più di due millenni esistono vestigia di teatri che ancora sono in grado di funzionare egregiamente.

Teatro greco ( Efeso )
Teatro romano ( Palmira )

L'ambiente in cui ci si trova a operare presenta però una conformazione del terreno ben diversa; non presenza di rilievi anche lievi, ma una pianura completamente livellata.

La scelta del modello cade quindi sul teatro romano, non scavato nel pendio, ma eretto direttamente dal piano con una cavea che si innalza dal piano del terreno.

Stabilito il modello di riferimento occorre pensare ai materiali da utilizzare.

Siamo in pianura e sprovvisti di cave di materiali, quindi sasso e marmo vengono tralasciati per colate di calcestruzzo dentro casseforme, successivamente smaltato di bianco, per venire minimamente intaccato dagli agenti atmosferici e poter essere ritoccato in caso di atti più o meno vandalici.

L'orizzontalità, pur essendo in generale una particolarità dell'architettura classica, in questo caso è soprattutto una esigenza costruttiva: infatti la realizzazione procede modularmente a getti successivi, cioè a sovrapposizioni verticali. Le congiunzioni anziché essere lasciate alla casualità rientrano nel progetto complessivo e vengono evidenziate da rientranze coperte da una lama di ottone.

L'uso degli spazi

Stabilito modello e materiali, si passa all'organizzazione degli spazi.
Con l'ausilio di sezione e piante è possibile comprendere l'utilizzo degli spazi ai vari livelli.


  • Piano Interrato

    Un piano interrato al quale si accede da una scala posta sotto la cavea e composto da quattro sale e una scala che porta alla scena.


    • Una sala di grandi dimensioni (150 mq.) funzionale a molte attività.
    • Una sala centrale di medie dimensioni (60 mq.) possibile sede per complessi corali o strumentali di media grandezza.
    • Due sale laterali di normali dimensioni (30 mq.) per l'insegnamento o per prove musicali di piccoli gruppi.

    Tutti gli spazi sono completamente insonorizzati per consentirne un utilizzo in contemporanea e senza vincoli di orario.

  • Piano Terra

    Nell'area al piano terra sotto la cavea sono ricavati:

    • servizi sufficienti per la normale attività giornaliera della struttura e sempre disponibili
    • due camerini utilizzabili da attori e musicisti nella attività del teatro
    • una biblioteca tematica che utilizza, viste le dimensioni, solo materiali informatici.
  • Piano Primo

    Al piano superiore, sempre sotto la cavea, un spazio unico per ufficio di direzione e di amministrazione.

    La parte teatrale vera e propria è costituita da una cavea a gradoni per una capienza di circa 300400 spettatori, con otto posti al centro riservati agli autori o a chi in quel momento ricopre un ruolo di massima visibilità e dalla scena di non grandi dimensioni di forma...

  • Piano Copertura

    Il teatro è progettato per una stagione mite, ma una copertura a ventaglio che può coprire il tutto, teloni contenuti in contenitori cilindrici ai lati della scena e sedili riscaldati da una centrale termica sotterranea consentono di svolgere attività in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo metereologico.

    La parte inferiore della trave che contiene il ventaglio alloggia al suo interno le attrezzature come proiettori di luce, proiettori di immagini e altro per far funzionare il tutto.


L'area del teatro

Se questo oggetto architettonico è la “macchina teatrale”, per un suo giusto funzionamento ha bisogno di una serie di elementi di servizio che ne completano la naturale utilizzazione.

Trattandosi di uno spazio pubblico, questo è accessibile e deve essere fruibile da chiunque; pur privilegiando la componente giovanile che utilizzerebbe la “macchina” non propriamente come oggetto di svago e di ricreazione, ma soprattutto come laboratorio di lavoro e di esperienza, non bisogna dimenticare il mondo dei non più giovani, meno attivo, ma presente e attento osservatore o di chi si reca a visitare il luogo.

Ecco quindi la necessità di organizzare urbanisticamente tutto lo spazio nel quale si inserisce il teatro.

Il terreno quadrangolare ha come asse privilegiato quello posto sulla diagonale per un problema di orientamento: infatti pensando a spettacoli estivi al calar del sole è logico che la luce provenga dalle spalle dello spettatore e illumini la scena, quindi il tutto posto sull'asse est – ovest come indicato anche dalla rosa dei venti.


  • L'asse, oltre a essere il percorso principale e sul quale sono concentrate le attività, taglia il terreno in due, dove a nord troviamo una lunga panca in cemento in pieno sole con la funzione di offrire sedute ai giovani che in genere preferiscono questo spazio luminoso e di dare alloggio alle biciclette.
  • A sud un piccolo parco alberato con panche permette ai meno giovani di incontrarsi e di concedersi pause all'ombra.
  • L'asse principale o anche percorso principale che va da ovest a est è caratterizzato dalla presenza degli elementi di servizio anticipati da un blocco di granito nero in cui vengono descritti motivazioni, intenti e utilizzo dell'intera area.

  • Proseguendo nel nostro tragitto verso est, mentre sulla sinistra si incontra il muro del teatro, sulla destra è invece presente il blocco dei servizi igenici che sono utilizzabili in occasione delle manifestazioni che coinvolgono il teatro. Arrivati al centro dell'area il percorso si presenta con:
  • a sinistra una serie di vasche per la raccolta delle acque meteoriche con all'interno della prima una scultura di bronzo che determina il centro di tutta la composizione.
  • a destra un chiosco in policarbonato trasparente con funzione di foyer quando il teatro funziona o di bar all'aperto con funzione continua e di fronte una terrazza coperta da una vela: cerniera tra le aree nord e sud per momento di incontro anche tra diverse generazioni in cui è auspicabile la comprensione reciproca.

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